Vari tipi di corsa
durante l'allenamento

  • La corsa può essere di tre tipi:

    1) continua a ritmo uniforme:

  • Il corto veloce

    Il medio

    Il lungo-lunghissimo (resistenza aerobica)

    Il Lento

  • 2) continua a ritmo variato:
  • Il fartlek (resistenza aerobica)

    Le_ripetute (resistenza anaerobica)

    La_corsa_in_salita

  • 3) la corsa interrotta da pause, è simile a quella continua a ritmo variato ma durante la pausa l'atleta recupera lo sforzo stando fermo o camminando.
    Poiché per il maratoneta risulta essere più utile recuperare al passo, ovvero continuando a correre nelle pause ad una andatura inferiore, la corsa interrotta da pause non viene tenuta in considerazione.

    Esiste anche un altro tipo di corsa poco conosciuta ovvero la corsa all'indietro. (vedi: Home page di Stefano Morselli, primatista mondiale -Guinness dei Primati 98- record stabilito nel novembre 1995 a Castelnuovo Monti durante la trasmissione televisiva "Scommettiamo Che?" in cui ha battuto il grande Jenny Di Napoli).

    Per ora accontentiamoci di procedere nel verso secondo il quale madre natura ci consiglia (guardando bene avanti con gli occhi e non col sedere ;-)))) e in base anche a quanto la biomeccanica ci consiglia di procedere per avere il massimo rendimento possibile.

  • Il corto veloce

  • È una corsa che si esegue solitamente su strada o in ambiente naturale, difficilmente su pista, ad una andatura uguale o leggermente più veloce (-3%) a quella che si tiene quando si corre per un'ora al massimo delle possibilità (Soglia Anaerobica).
    Le prime volte che si sperimenta questo tipo di corsa la durata può essere intorno ai 15 minuti per arrivare poi nel giro di poche sedute a 30 minuti.

    È utile per migliorare l'utilizzo dell'ossigeno da parte dei muscoli.

  • Il medio

  • È una via di mezzo tra la corsa veloce e il lungo-lunghissimo.
    La durata varia da 45 a 90 minuti e si esegue ad una velocità che va dal -3% al -10% della Soglia Anaerobica, a seconda che si esegua un medio veloce o veloce in progressione.

    È utile per il miglioramento dell'utilizzo sia dell'ossigeno e sia degli acidi grassi.

  • Il lungo-lunghissimo

  • È il mezzo di allenamento che deve venire utilizzato da tutti i maratoneti, nessuno escluso. Degli altri mezzi nessuno può essere considerato indispensabile, anche perché può essere sostituito da un altro mezzo.
    Aumentando gradualmente il numero di chilometri eseguiti nelle sedute di lungo (circa 22 km), si può arrivare a compiere, senza grosse sofferenze anche distanze di 30-32 km nel giro di un mese e mezzo. Basta aggiungere ad ogni seduta di lungo circa 2 km.

    Nelle altre discipline il compiere a lungo un determinato gesto come lanciare più volte un peso o saltare in lungo o in alto assume sempre un significato QUANTITATIVO.
    Nel caso della preparazione alla Maratona invece il compiere molti chilometri consecutivi assume un significato QUALITATIVO, dal momento che solo in questo modo è possibile far sì che nell'organismo dell'atleta si verifichino tutti quegli adattamenti determinati al fine della prestazione.

    Questo lavoro è utilissimo per migliorare il meccanismo di consumo-utilizzo di grassi da parte dei muscoli.
    Questo tipo di corsa permette all'organismo di abituarsi a smaltire elevate quantità di calore, attraverso la stimolazione delle ghiandolo sudoripare (meccanismo della sudorazione). Si ottengono anche adattamenti di vario tipo alle articolazioni, ai tendini e ci si abitua inoltre a sopportare tempi di lavoro molto lunghi, specialmente a livello mentale.

    Poiché questo tipo di corsa ci "prosciuga" e lascia una certa stanchezza nell'apparato locomotore, in genere si deve eseguire non più di una seduta per settimana.

  • Il lento

  • E' buna norma eseguire della corsa lenta per il riscaldamento muscolare, con soste di qualche minuto dedicate allo stretching, prima di una competizione o di un allenamento di corsa veloce.
    È spesso utile nel giorno precedente ad un allenamento particolarmente impegnativo per preparare l'organismo con "un riposo attivo". È infatti un tipo di corsa rigenerante, paragonabile ad un buon massaggio alle gambe, che serve a togliere quell'affaticamento presente nei muscoli.
    La durata di tale corsa va in genere dai 20 ai 40 minuti.
  • Il fartlek

  • Questo tipo di corsa rappresenta una seconda metodica utile alla preparazione della Resistenza Aerobica. È un allenamento a prevalenza aerobica da considerarsi elemento di transizione tendente all'impegno parzialmente anaerobico. va praticato quando già si è raggiunta una discreta base aerobica; nella sua forma originaria è un lavoro per atleti evoluti.

    Si attua inserendo, su una base di corsa continua, variazioni di ritmo di intensità e lunghezza variabili secondo la volontà del momento. Particolarmente impegnativo in quanto fonda la sua validità sulla perfetta conoscenza e sulla strenua volontà che l'atleta dispone su se stesso.

    Il fartlek può essere predeterminato, nel senso che già prima di partire l'atleta sa ogni quanti chilometri farà un allungo, su che distanza e quanto velocemente lo farà (per esempio un allungo di 500m ogni 2km); un altro tipo di fartlek predeterminato è quello che si svolge su percorsi già stabiliti, eventualmente con segnali che indicano quando si deve variare l'intensità dello sforzo.

  • Le ripetute

  • Spesso il lavoro basato sulle ripetute brevi viene eseguito a velocità di corsa troppo alte rispetto alla propria Soglia Anaerobica. Questo atteggiamento viene spontaneo quando ci si allena in gruppo, dove solitamente nasce un po' di competizione tra i compagni. In questo modo però si rischia di eseguire allenamenti che si addicono più' alla preparazione di un 10.000 se non addirittura ai 5.000 metri, mentre noi dobbiamo sempre tenere presente che l'obiettivo finale sono i 42,195 km.

    Le distanze ripetute in cui più si rischia di cadere in tale errore sono i 1000 metri poiché per eseguire tale distanza si usa il meccanismo bioenergetico che sfrutta al 30% la qualità atletica definita come Resistenza Lattacida.

    L'accumulato di quantità elevate di acido lattico risulta essere addirittura controproducente verso quegli allenamenti che sono stati eseguiti per migliorare le capacità aerobiche (come il lungo-lunghissimo).

    Per tali ragioni è di fondamentale importanza eseguire tali lavori alla giusta andatura, per far si che vengano allenate solo quelle caratteristiche utili al maratoneta.

    Ho quindi predisposto alcune tabelle che ci aiutano a sapere a quale velocità effettuare gli allenamenti, in particolar modo per le "distanze ripetute".

  • La corsa in salita

  • Esistono diversi tipi di salite che si possono distinguere in primo luogo dalla loro pendenza. Non sempre però si possono trovare percorsi ideali, lontani dal traffico per eseguire questo tipo di lavoro.
    E' comunque sufficiente individuare almeno tre percorsi:
  • Esempio :

    Al 2° mese eseguire almeno 2 volte questo allenamento a distanza di 7 giorni :
    3v 600 m + 6v 150 m (recupero ritorno di corsa)

    Tra il 3° e il 4° mese eseguire almeno 3 volte questo allenamento a distanza di 7giorni :
    5v 600 m + 10v 150 m (recupero ritorno di corsa)

    Esempio :

    Al 2° mese eseguire almeno 2 volte questo allenamento a distanza di 7 giorni :
    2 x 5v 75 m (recupero 3' al passo; tra la prima e seconda serie recuperare 6')

    Tra il 3° e il 4° mese eseguire almeno 2 volte questo allenamento :
    15v 75 m (recupero 3' al passo)