Allenamento basato sulla corsa

  • Nelle discipline sportive dove le qualità di "resistenza" hanno un'importanza fondamentale, è sempre indispensabile che l'atleta che voglia migliorare, o anche solo mantenere, i suoi livelli prestativi, debba allenarsi per un buon numero di ore settimanali.

    Nel caso del mezzofondo e del fondo la maggior parte delle ore di allenamento devono essere dedicate alla corsa.

    Un lanciatore di peso durante l'allenamento ripete all'infinito il gesto del getto del peso. Così anche l'atleta deve eseguire il gesto della corsa infinite volte, per far sì che avvengano tutti quegli adattamenti che rendano la sua corsa meno dispendiosa possibile.

    Questo non significa che per allenarsi bene sia sufficiente compiere un certo numero di chilometri settimanali, coprendo sempre la "stessa distanza alla stessa andatura" (la ripetizione periodica di un'identica struttura di allenamento impedisce lo sviluppo delle capacità di prestazione e ne provoca anzi, in tempi lunghi, una regressione...).

    Quello che l'atleta o l'allenatore devono essere in grado di programmare è la modulazione del carico di allenamento mediante la variazione di due parametri fondamentali: la quantità o volume e l'intensità.

    Per quantità si intende il totale dei metri percorsi, del carico sollevato, del numero delle ripetizioni, ecc.

    Per intensità s'intende invece la velocità di percorrenza, il numero dei movimenti realizzati nell'unità di tempo o l'entità del carico spostato in un singolo movimento o la misura conseguita con un lancio o in un salto, ecc.

    Esistono vari "mezzi" di allenamento ognuno dei quali consente di migliorare prevalentemente una qualità (forza, resistenza, destrezza, velocità, ecc.).
    Tra questi ho scelto quelli basati sulla corsa. L'esecuzione di allenamenti
    con vari tipi di corsa permettono di allenare le diverse qualità fisiche indispensabili.

    RICORDIAMOCI CHE:

    All'atleta si richiede sempre il possesso di una molteplicità di capacità fisiche. La caratteristica principale dell'allenamento sportivo moderno è pertanto quella della multilateralità dei mezzi di preparazione, intesa in due significati:

  • A) è necessario scegliere più mezzi per lo sviluppo di ciascuna qualità fisica, assicurandone una maggiore ricchezza per quelle qualità considerate fondamentali per la specialità;

    B) il miglioramento delle capacità di prestazione dell'organismo deve procedere attraverso un progressivo e contemporaneo sviluppo di ciascuna delle qualità fisiche richieste, evitando una successione temporale nella realizzazione delle diverse pratiche allenanti.

  • Sia all'inizio e sia alla fine di ogni allenamento è bene eseguire esercizi di allungamento e di stretching. Un po' di ginnastica contribuisce notevolmente al miglioramento della mobilità articolare, con tutti i benefici che ne derivano per l'economicità della corsa.
    L'abitudine di svolgere alcuni esercizi di stretching o di ginnastica rappresenta una valida alternativa alla "fase di riscaldamento" e ci predispone meglio ad affrontare le gelide giornate invernali.

    Per impostare tutte le tabelle personali di allenamento è indispensabile conoscere la propria Velocità di Soglia Anaerobica.

  • Per calcolare tale velocità è possibile effettuare il famoso Test Conconi, che consiste nell'eseguire in pista delle andature via via crescenti e nel rilevare, con l'ausilio di un cardiofrequenzimetro, le frequenze cardiache relative alle varie velocità.

    Se andiamo a graficare successivamente le due grandezze, Frequenza cardiaca e Velocità su di un grafico X - Y è possibile individuare un punto, definito come impennata anaerobica, in corrispondenza del quale, pur aumentando la velocità di corsa, non si riscontra un innalzamento significativo e proporzionale dei battiti cardiaci. Questa velocità è definita come Velocità di Soglia Anaerobica e può essere mantenuta, da un atleta in forma, per circa 1 ora di corsa.
    Ecco quindi che un metodo semplice per calcolarla è proprio quello di
    correre per 1 ora cercando di coprire la maggior distanza possibile.

    Superando tale velocità la quantità di acido lattico presente nei muscoli (o concentrazione) aumenta fino a raggiungere valori talmente alti da indurre l'atleta a fermarsi.

  • Una volta calcolata la propria Velocità di Soglia Anaerobica è possibile calcolare le diverse andature per eseguire gli allenamenti o per partecipare alle gare.

    Poiché la soglia Anaerobica rappresenta la massima velocità sostenibile per 1 ora di corsa è chiaro che se dovremo percorrere una distanza che ci impegnarà per 2 ore di corsa o più, dovremo assolutamente diminuire tale velocità di una certa percentuale.

    Viceversa se dovremo percorrere distanze che richiedono un impegno inferiore all'ora di corsa potremo impostare una velocità più alta di quella della Soglia Anaerobica.

    La Velocità di Soglia Aerobica nel nostro caso è quella che ci consente di coprire tutti i 42,195 km della Maratona ad una velocità costante.

    A questa velocità (che nei migliori maratoneti a livello mondiale si attesta intorno ai 20 km/h) nei muscoli e nel sangue non vi è accumulo di acido lattico. Vi è comunque una produzione minima che però è immediatamente smaltita durante la corsa.
    La concentrazione di acido lattico durante l'intera maratona si attesta solitamente intorno ai 2 millimoli per litro di sangue.

    La concentrazione di tale sostanza in un dato momento nei muscoli dipende quindi da due fattori che si svolgono contemporaneamente:

    1) dalla quantità prodotta;

    2) dalla capacità di smaltimento durante la corsa.

    L'allenamento ha quindi la duplice funzione di innalzare il limite della Soglia Anaerobica (consentendo così una minore produzione di lattato) e di migliorare la capacità di smaltimento del lattato durante la corsa.

  • Se siete già a conoscenza dei chilometri che riuscite a percorrere in 1 ora di corsa (Es.: 15, 16 o 17 km/h) con il massimo impegno, allora consultate le tabelle predisposte per il calcolo delle andature da mantenere nei vari tipi di corsa durante gli allenamenti.

    In esse viene anche
    stimato il tempo teorico finale che potrete ottenere nella vostra prossima Maratona.